Non gioco più….me ne vado!…..

Non gioco più….me ne vado!…..
06/05/2016 Studio Incipit

E io ti denuncio per abbandono del tetto coniugale!

Allontanarsi dalla casa comune non è necessariamente reato e non sempre ha conseguenze sulla separazione.

Sotto il profilo penale l’art. 570 del codice specifica che sarà punito chiunque “abbandonando il domicilio domestico, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla qualità di coniuge”.

Se però ci sono dei seri motivi, andarsene si può a patto di non lasciare il partner e soprattutto i figli senza mezzi di sussistenza.

I motivi possono essere diversi: i continui litigi magari alla presenza dei figli, l’invadenza intollerabile dei suoceri, un tradimento che ha minato il rapporto di fiducia, la mancanza di intimità sessuale e, naturalmente, la violenza fisica o psicologica.

Quello che è certo è che non va bene “sparire”. Ad eccezione di situazioni gravissime (gestite in genere dalle forze dell’ordine o dai centri antiviolenza) nelle quali è opportuno non comunicare dove si va, è bene dire – meglio se con raccomandata – dove si va e perché la convivenza è diventata intollerabile. Se poi ci si allontana con i figli è necessario essere reperibili e consentire i contatti e gli incontri con l’altro genitore.

Dal punto di vista civilistico (parliamo dunque dei riflessi che l’allontanamento può avere sulla separazione) un abbandono ingiustificato potrebbe portare anche all’addebito di responsabilità della separazione perché l’art. 143 del codice civile tra gli obblighi che discendono dal matrimonio c’è anche quello della coabitazione.

E’ ovvio che se i coniugi vivono in luoghi separati per esempio per esigenze di lavoro non c’è violazione.

Attenzione anche ad andarsene con i figli e poi pretendere l’assegnazione della casa coniugale: se trascorre troppo tempo il giudice potrebbe non concederla.

A grandi linee questa è la situazione ma ogni storia è unica e agire d’impulso o attendere troppo prima di scoppiare potrebbe essere fonte di guai invece che una liberazione. Meglio parlarne prima con un professionista preparato.

Un altro suggerimento è di evitare di dare le cose per scontate: non è detto che il marito o la moglie che dicono: torna da tua madre! vi stiano in effetti autorizzando ad allontanarvi.

Ultimo ma non meno importante: se ci sono figli conviventi (piccoli o grandi non fa differenza) ricordatevi che è meglio essere chiari e spiegare la situazione.

Non fate con i figli quel che dice la canzone: “La faccia di cemento, tu parli e non ti sento, io cambio e chi non cambia resta là”.

Avv. Benedetta Colombo